Questo quaderno appartiene a Giovanni Testori Inediti dell'archivio Libreria della Spada Libri esauriti antichi e moderni Libri rari e di pregio da tutto il mondo

Questo quaderno appartiene a Giovanni Testori Inediti dell'archivio

  
Officina Libraria Roma
2007 146
15x21x2 (cm) ill. b/n n.t. - b/w ills.
bross. ill. a colori - paperback Nuovo - New
Italiano - Italian text   500 (gr)
8889854006 9788889854006
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(Officina letteraria 1).

Postfazione di Fulvio Panzeri.

Scrittore di racconti e romanzi, poeta, drammaturgo e regista e attore, giornalista, storico dell’arte, critico militante e pittore egli stesso: c’è una parola che perfettamente riassume Giovanni Testori: «complessità». Di questa complessità, di ognuna delle attività intraprese, che spesso si intrecciano e sovrappongono, e delle opere prodotte, l’archivio, acquisito dalla Regione Lombardia e depositato presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, reca ricca testimonianza. Ma l’archivio offre anche una visione privata, quasi intima, dello scrittore all’opera e del suo vissuto quotidiano, una sorta di diario involontario. Ed ecco allora l’idea di un «Testori di carte d’archivio», di un ritratto attraverso 25 brevi capitoli che, ripercorrendo ogni sfaccettatura del suo lavoro e della sua vita, commentano e contestualizzano gli oltre 150 documenti illustrati, tutti rigorosamente inediti, per guidare il lettore alla scoperta di altrettanti inediti punti di vista sull’uomo e sulla sua opera, lasciandogli il piacere di “decifrare” le carte. Accanto alle prime stesure e ai materiali di lavorazione delle opere più celebri di Testori, come il disegno della dislocazione degli abitanti del Fabbricone, e gli indici fatti e rifatti della Gilda del MacMahon, si scoprono le dediche d’amore e gli schizzi erotici che affollano le pagine dei Trionfi e capolavori teatrali ignoti come La Peste a Milano o la scandalosa invettiva dell’Appendix Oraziana all’Ambleto, restati nel cassetto, o meglio nei quaderni

e nei fascicoli dattiloscritti, insieme a un adesivo del wwf di Macugnaga e a una lettera di Luchino Visconti. E ancora, Infera Mediolani, raccolta di racconti sul disfacimento di una città; l’ultimo manoscritto, Regredior, di cui progetta anche l’allestimento scenico; la riscrittura di classici, tra cui La Divina Commedia e le sceneggiature cinematografiche, come La mostarda di Cremona. Il libro racconta l’interesse di Testori per l’arte anche come collezionista, conoscitore e pittore; passa per alcuni aspetti del pubblico, come l’impegno cattolico, e del privato (Alain, la malattia). Ma soprattutto è uno strumento essenziale per comprenderne il «modus operandi», dalla progettazione attraverso i numerosi piani d’opera e indici alla forma stessa della scrittura con lo stretto legame tra parola e disegno e le continue stesure.


Indice

Prefazione
Testori di carte d’archivio il non luogo della scrittura
L’autobiografia Giovanni Testori in breve
I segreti di Milano dal Ponte della Ghisolfa alla Gilda del Mac Mahon: andata e ritorno
L’Arialda o dell’illeggibilità di Testori
La finestra sul cortile del Fabbricone la gioia delle varianti
Arte collezionista e conoscitore
El Giuan e la Luisa per un teatro (in) lombardo
L’Imerio stesure da Campertogno a Camerlata
La mostarda di Cremona soggetto per un film
I Trionfi o del disegno poetico
Vivre! l’amore, per sempre, Alain
Erodiade sangue d’inchiostro e quadrifogli
Arte il catalogo del pittore
Appendix Oraziana Poema Tafanario lo smarrito epilogo in versi dell’Ambleto
L’amore è come un polittico lettera a Giorgio Soavi
Peste e pestanti il teatro della pittura
Gli articoli 1977-81 dal «Corriere della Sera» a «Il Sabato»
“Esistere è una vocazione” l’impegno cattolico
Kaisershmärn ingredienti per una poesia
L’opera omnia e altri progetti
I luoghi: Macugnaga compiti per le vacanze
“I-òh!”, “Bù-ù-ù” dialogo tra l'asino e il bue, a proposito della cometa
Verbo recitato ma mai stampato
Stupr e prè ai danni di Dante, Manzoni e Jacopone
La malattia Fulbe Bororo
Infera Mediolani enter l'ora del vesper
Regredior il sipario si chiude
La scrittura come ventre della parola


Note alle condizioni del volume

Nessuna. (T-CA)

 
 

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