La civiltà del legno in Sicilia Contadini e pastori iblei
| Autore/i | Antonino Uccello | ||
| Editore | Vito Cavallotto | Luogo | Catania |
| Anno | 1992 | Pagine | 240 |
| Dimensioni | 18x25x2 (cm) | Illustrazioni | ill. a colori e b/n n.t. - colors and b/w ills |
| Legatura | cart. edit. con sovracc. ill. colori - Hardcover with dustjacket | Conservazione | Usato buone condizioni - used good |
| Lingua | Italiano - Italian text | Peso | 1000 (gr) |
| ISBN | N/D - N/A | EAN-13 | N/D - N/A |
| Prezzo | 30.00 € | Sconto | 50% |
| Prezzo scontato | 15.00 € | ||
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Probabilmente, questo libro di Antonino Uccello è un libro di devozioni, un libro cioè di amore e di culto, di rispetto e di riconoscimento. E anche un libro di ricerca e di ricostruzione: un'operazione che ha come sua caratteristica di essere effettuata dall'interno medesimo del mondo contadino, non limitata dunque alla solita e quasi ovvia riconsegna al pubblico di prodotti anonimi. Qui, viceversa, si tenta una individuazione che è psicologica e insieme storica, poiché ci viene dato assieme al prodotto anche colui che ne è l'autore per pervenire in tal modo alla ideologia di base. Non sempre, tuttavia, i propositi di un autore possono coincidere con gli interessi dei consumatori. E il rischio di questo libro, come di altri libri di Antonino Uccello, può essere precisamente che esso venga utilizzato come una guida di antiquariato.
Poiché il libro vuole essere altro – ed è altro.
Esso è anzitutto un tempo ritrovato, cioè riscoperta di una dimensione umana, di un modo di vita e di una concezione del mondo.
Non è dunque un itinerario archeologico, poiché non si tratta soltanto di incontrare un insieme di consuetudini e di tecniche concernenti i contadini iblei. Ciò che emerge dal libro è un sistema totale, cioè una civiltà: è il modo particolare del contadino ibleo di rapportarsi con la terra, è la visione fastosa e nel contempo tetra del lavoro e della fatica tenace. Allora, a questo titolo,
il manufatto artigianale non è più — o non e soltanto — il documento sterile di un passato estinto e remoto: è la vicenda laicamente terrestre dei contadini iblei, indica le loro forme di espressione, cioè di interpretazione del mondo.
Similmente, il libro perde quella tristezza propria di tutti gli archivi, si anima di vita e di colori e i segni, le immagini, i legni che hanno ancora l'impronta di un vecchio sudore, gli arnesi quotidiani, tutto il materiale repertato, tende a straripare dalla pagina, per ridivenire quello che autenticamente è: il riscontro di un passato le cui radici continuano a far parte di una passione contemporanea
Note alle condizioni del volume
Usato ottime condizioni, Interno pari al nuovo, sovaccoperta con strappi e piccole mancanze. (T-CA)
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