Carteggio Manno – Vieusseux (1830-1846)
| Autore/i | a cura di Narciso Nada | ||
| Editore | Le Monnier | Luogo | Firenze |
| Anno | 2000 | Pagine | 64 |
| Dimensioni | 17x24x1 (cm) | Illustrazioni | non illustrato - not illustrated |
| Legatura | brossura con sovracc ill. - paperback with dustjacket | Conservazione | Usato ottime condizioni - used very good |
| Lingua | Italiano - Italian text | Peso | 300 (gr) |
| ISBN | 8800841139 | EAN-13 | 9788800841139 |
| Prezzo | 11.50 € | ||
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(Centro Studi sulla Civiltà toscana fra ’800 e ’900 | Fondazione Spadolini Nuova Antologia 15).

Premessa di Cosimo Ceccuti.
L'uscita del Carteggio Manno-Vieusseux (1830-1846), a cura di un autentico Maestro di Storia del Risorgimento quale è Narciso Nada, medaglia d'oro dei benemeriti della scienza e della cultura, conferma l'importanza e la validità della pubblicazione integrale dei carteggi delle personalità della Toscana e dell'Italia dell'Ottocento.
Le lettere scambiate fra il direttore dell'«Antologia» e il «Primo Uffiziale» del Ministero degli Interni del Piemonte sabaudo offrono un interessante spaccato degli ultimi tre anni di vita della prestigiosa rivista fiorentina, e introducono in quella cerchia di suoi collaboratori piemontesi, quali Luigi Cibrario, Ludovico Sauli d'Igliano, Giuseppe Grassi e lo stesso Manno, che fino a oggi non era stata sufficientemente valorizzata. Grazie a loro l'«Antologia» si occupa di importanti aspetti della vita del Regno Sardo, prima poco presente negli articoli da essa ospitati: «la marina militare, e mercantile, il quadro presente della navigazione genovese, il commercio, l'industria, i miglioramenti introdotti nell'isola di Sardegna», per usare le parole di Vieusseux (lettera a Manno del 20 febbraio 1830), che con sorprendente anticipo vedeva «il sentimento della nazionalità in Piemonte forse più che in qualunque altra provincia d'Italia».
Nelle lettere del 1833 tema dominante è la soppressione dell'«Antologia» che non fu soltanto dovuta agli attacchi del periodico reazionario di Modena, la «Voce della Verità», e alle proteste dell'ambasciatore austriaco a Firenze, ma anche alla crescente ostilità delle autorità toscane, che attraverso una continua, paralizzante e capillare censura avevano fin dall'inizio ridotto notevolmente la carica innovatrice della rivista. Una censura di cui Vieusseux si lamenta nella lettera a Manno del 19 marzo 1833, una settimana prima della soppressione dell'«Antologia», già anticipata dalle lunghe esitazioni del censore a licenziare l'ultimo fascicolo.
Vieusseux, con ammirevole entusiasmo e volontà, non si perde d'animo e già l'8 aprile espone a Manno la sua intenzione ed il momento propizio «per far sorgere in Piemonte un giornale veramente italiano; nel Piemonte che è (amo ripeterlo), ad onta della sua posizione geografica, per ora almeno, il vero cuore d'Italia». «È mio desiderio naturale veder rinascere in Piemonte quell'Antologia per la quale sacrificai tanti anni della mia vita, che ha fatto qualche bene, oso dirlo, e che, meno vincolata, avrebbe potuto far evitare molti mali» (3 maggio 1833). Fare risorgere a Torino l'«Antologia», unendo le sue forze a quelle di Giuseppe Pomba, il grande editore-tipografo: progetto coraggioso, cui Vieusseux spera di dare attuazione grazie all'amicizia e all'appoggio di Manno, che avrebbe potuto influire positivamente presso il Re. Ma i tempi non erano maturi, e Carlo Alberto è ancora ben lontano da quella sua azione riformatrice e innovatrice che caratterizzerà gli anni successivi del suo Regno.
Sfumato questo progetto e cessato lo scambio epistolare dovuto all'invio e alla pubblicazione degli articoli sull'«Antologia», i contatti fra Manno e Vieusseux si vanno diradando. Il primo prosegue la carriera nell'amministrazione del Regno di Sardegna, il secondo continua ad occuparsi di altre iniziative editoriali: il «Giornale Agrario», l'«Archivio Storico Italiano», l'edizione del Dizionario dei Sinonimi di Niccolò Tommaseo, di cui Vieusseux parla a Manno il 15 novembre 1838, soprattutto in relazione al fenomeno delle ristampe abusive contro le quali Vieusseux si era battuto fin dall'inizio della sua attività.
Note alle condizioni del volume
Usato ottime condizioni, bruniture del tempo e velature di polvere alla copertina. (T-CA)
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